PER I PONTI PRIMAVERILI: LA RIPA


Una visita fatta qualche anno fa quando questo ristorante ed i vini che ci offriva erano ancora semisconosciuti. Con la soddisfazione di averli scoperti e segnalati. 
Veduta esterna del Ristorante

Raggiungerlo è arduo. L'arrivo appaga il lungo cammino. Ci si trova come d'incanto immersi in un antico borgo medievale. Sui versanti dell'alta Irpinia che circondano la valle del Calore. La Valle che è divenuta la gran madre delle genti Irpine. Donando grandi vigne e generosi prodotti. 
Il borgo si articola circolarmente intorno ad un'antica rocca da cui il paesino mutua il nome: Rocca San Felice. 
Il Panorama è stupendo, la valle e i colli di Castelfranci, Partenopoli, Taurasi, Nusco, Montemarano. E i tuoi sensi vanno con un balzo a quei grandi vini. Ti sembra di scorgere il lavoro dei vigneron, mentre ti inerpichi tra stradine, scalette, viottoli tutti in viva pietra e sei circondato da casette fatte della medesima materia. Comprendi così che sei nel posto giusto, che ripaga la fatica del viaggio e il sacrificio di non aver fatto sosta a Nusco. 



la sala de La Ripa
Il ristorante è situato sotto la rocca, in una delle tante casine di pietra che si sviluppano su più livelli. All'ingresso, l'ambiente, gli odori gli oggetti, le bottiglie ed i prodotti che ti circondano predispongono positivamente al prosieguo. I patron son giovani, bravi, simpatici e capaci. Ti accolgono offrendoti posto su tavoli ampi e riservati in una bella sala dalle cui finestre si può poggiare lo sguardo sulla generosa valle. 
Un piccolo aperitivo per rilassare le membra con un Greco di Pietradefusi: Il “Santhé” 2007 delle cantine Petrillo, accompagna una calda ed equilibrata zuppa di cipolle con crostini ed uovo. Così si segna anche il prossimo futuro, la cucina che affonda le proprie radici in questa terra e nella sapienza delle madri contadine di questo antico borgo. Che come unico pesce utilizzavano quel baccalà qui servito in zeppola ed in bassa cottura accompagnato dalla crema di patate in cui affonda la pelle croccante dell'ittico navigante. Non ti resta che lasciarti accompagnare così con un aglianico “strano” prodotto in una annata complicata, il 2004, ma da cui Luigi Tecce ha tratto un Satyricon particolare e piacevole. E arrivi così alla millefoglie di maialino con salsa di broccoletti e rapa bianca. Segue la rapsodia di primi uniti dal broccolo rapa. I Tagliolini buoni ed intriganti, il raviolo verde con un cuore di nebulosa ricotta e la lasagnetta con broccoli e salsiccia che più tradizionale non si può. Il secondo è uno stracotto di manzo alle castagne, della vicina Montella. E termini con un piccolo assaggio di carmasciano in due stagionature differenti e se pensi di non farcela devi necessariamente conservare lo spazio per un intrigante dessert. E' oramai notte, il vento si inerpica sulla storica rocca, chiedi il conto e ti accorgi che i 40 euro che ti son chiesti per quest'emozione ai tempi della crisi sono musica celestiale che ti farà compagnia nel viaggio di ritorno.

Ristorante museo
La Ripa
Borgo medievale Rocca San Feclice (Av)
Tel. 0827 215023

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